A tutta Zumba!

Care amiche nonché nemiche di ciccia, brufoli e maniglie dell’amore, vi presento Danilo Farias, maestro di folklore brasiliano, di danza e soprattutto di Zumba!

Conosco Danilo da anni perché condividiamo la passione del ballo e ci incontriamo a scuola prima e dopo le lezioni, ma solo quest’anno ho scoperto le sue doti di guaritore! Mi ascoltava in camerino mentre mi lamentavo: “Voglio dimagrire, guarda che braccia flaccide, guarda quanta cellulite…” e, ad un certo punto, con la saggezza di un guru tibetano mi ha detto: “A parlare non si perde peso…ti aspetto in sala!” E da quel momento: a tutta Zumba!!

Devo essere onesta, non sono mai stata amante dei balli di gruppo, anzi! Ma la Zumba, quella vera, non è costituita da balli di gruppo, è una vera lezione di fitness, quindi a tutti i saputelli che snobbano la Zumba, che dicono essere un “balletto da donne”… vorrei dire di venire a farsi un giretto nelle classi di “Danilo tanta roba Farias”… e non so se a fine lezione avranno ancora fiato per criticare!

La sua lezione è divisa in tre parti:

Una fase aerobica di ballo (circa 40/45 minuti), una fase di esercizi a terra (10/15 minuti) e lo stretching finale (circa 5 minuti).

Lezioni di Zumba
Danilo Farias, in azione

Durante la prima fase, Danilo alterna una serie di brani che si ripetono nel corso delle lezioni in modo che si possano più o meno memorizzare le sequenze di passi, non sono balli fatti a caso, ma consentono di allenare tutti i muscoli del corpo.

Il ritmo è intenso e i vari passi devono essere eseguiti in modo da tenere in continua sollecitazione i muscoli del corpo ad esempio: vado in avanti, alzo la gamba ma penso a contrarre l’addominale. E mentre lo contraggo il mio pensiero è rivolto a quel piccolo scacchetto sul mio addome che grida disperato, ma che spero presto possa miracolosamente apparire da sotto il mio strato d’adipe!

A questo punto, dopo aver sudato il sudabile, si passa alla fase a terra. Danilo ci dota di cavigliere da due chilogrammi l’una e, per le più coraggiose, le cavigliere diventano due per gamba!

Così si parte: una serie di 20 flessioni sulle braccia, 3 serie di esercizi diversi per i glutei, ovviamente serie da 50 ripetizioni (manco a dirlo!), ancora 20 flessioni, poi addominali alti, bassi e obliqui (abbiamo imparato che il muscolo addominale è unico, ma perché quando si può soffrire in diverse posizioni, lo si dovrebbe fare in una sola?!) sempre serie da 50 ripetizioni.

Quando ormai siamo paonazze, al grido di: “Riposo! Ok basta riposo!!”, ci fa mettere a pancia in giù, puntando a terra i gomiti e le punte dei piedi, contraendo quel che resta del nostro addominale e ci fa tenere la posizione isometrica per 30 secondi circa.

 

Prima che qualcuna di noi possa esalare l’ultimo respiro, parte con lo stretching. Finalmente 5 minuti di meritato relax, fondamentali dopo un allenamento di questo tipo. Allunghiamo la schiena, la colonna, tiriamo le punte dei piedi cercando di ridurre la curva nella zona lombare, ruotiamo le gambe da un lato e il tronco da quello opposto. Piano piano riacquistiamo il nostro colorito naturale e incredule per essere sopravvissute ci infiliamo in doccia.

Se dopo un’ora a questo livello non siete ancora stramazzati al suolo, bene, forse siete pronti per diventare un Marine degli Stati Uniti D’America!!!

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