All’Ospedale San Matteo di Pavia è adesso a disposizione dei pazienti un nuovo macchinario, l’OCT, in grado di diagnosticare gli infarti.

Questo macchinario si basa su dei raggi infrarossi che permettono di meglio analizzare e visionare le arterie, con un’ottima risoluzione di un centimetro di millimetro, così da poter conoscere le cause di angina ed infarto, come ha spiegato il Dottor Ezio Bramucci del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Pavia.

Attraverso questo nuovo strumento sarà possibile non solo capire le cause dell’infarto, ma grazie all’alta risoluzione di questo macchinario, anche gli interventi di angioplastica potranno essere migliorati: le immagini saranno infatti maggiormente nitide e dettagliate. Inoltre grazie all’OCT sarà possibile studiare meglio le ragioni delle morti cardiache periprocedurali e tardive, successive agli interventi di angioplastica.

E’ stato inoltre effettuato uno studio dal “Centro Lotta contro l’Infarto”, basato sulla osservazione di 670 pazienti i quali, dopo aver subito un infarto, erano stati assoggettati ad un intervento di angioplastica.

La metà degli interventi su questi pazienti è stato effettuato utilizzando il macchinario OCT. I risultati sono stati che, tra chi non aveva subito l’intervento tramite questo nuovo macchinario, le morti o il ritorno di infarto, ad un anno dall’intervento chirurgico, sono state maggiori (13% rispetto il 6,6%).

Il presidente del centro, Francesco Prati, si è detto incoraggiato dai risultati ottenuti, in quanto il miglioramento delle immagini permetterà di ottenere risultati sempre più soddisfacenti in tema di interventi di angioplastica. Infatti questa alta risoluzione permette anche di vedere con più precisione la presenza di trombi o placche vicine il punto trattato.

Fonte: www.italiasalute.it