Ecco chi c’è adesso dietro l’Estetista Cinica e VeraLab. Un nome, una garanzia

Una mossa audace nel mondo della cosmesi italiana ha catturato l’attenzione di tutti gli appassionati del settore. Peninsula Capital, un fondo di private equity con sede in Lussemburgo, ha recentemente conquistato il 30% di Re-Forme Srl, la nuova holding dietro il rinomato brand di cosmetici “L’Estetista Cinica”, fondato nel 2010 da Cristina Fogazzi, un’imprenditrice bresciana nata nel 1974. L’operazione è stata condotta con precisione e strategia, determinando un valore di 130 milioni di euro per l’intero brand, un segno tangibile dell’ascesa del settore cosmetico in Italia.

Estetista cinica
Peninsula Capital entra in L’Estetista Cinica e VeraLab: il trasferimento strategico del marchio
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“L’Estetista Cinica” ha guadagnato popolarità per la sua filosofia di bellezza trasparente e diretta. Nel corso degli anni, Fogazzi ha esteso la sua visione attraverso il blog omonimo, creando così un ponte naturale verso il marchio “VeraLab“. Quest’ultimo, nato per l’appunto dal blog dell’Estetista, si è evoluto nel corso del tempo in una linea di prodotti cosmetici che riflettono la stessa autenticità e trasparenza.

Il 21 dicembre, un fondamentale atto di cessione di quote, formalizzato nella cornice ufficiale davanti al notaio Andrea De Costa, ha però innescato un significativo cambiamento di rotta per l’instancabile motore dietro il prestigioso brand. Ma cosa si cela dietro questa transazione che ha catalizzato l’attenzione dell’intero settore?

Un nuovo capitolo nella cosmetica italiana: l’alleanza intrigante tra l’Estetista Cinica, VeraLab e Peninsula Capital

Il coinvolgimento di Peninsula Capital, storicamente partner di minoranza nel celebre gruppo Kiko, emerge come protagonista centrale e intrigante in questa nuova fase che coinvolge L’Estetista Cinica e VeraLab. Un dettaglio che ha alimentato speculazioni e congetture che sottolinea l’intrigante connessione tra una storia di successo passata e una prospettiva strategica mirata per il futuro del settore cosmetico italiano.

Veralab estetista cinica
Il contesto della transazione di VeraLab
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Non si tratta solo di un cambio di ownership, ma un passo fondamentale che apporta un distintivo bagaglio di esperienza e una prospettiva strategica sagacemente delineata; una mossa calibrata e riflessiva, permeata dalla consapevolezza di una storia di successo nel variegato panorama dell’industria di bellezza.

Nel mondo della cosmesi, è indubbiamente noto che molte aziende condividono infatti la stessa catena di fornitori per le materie prime. Un segreto che, in questo contesto, lega L’Estetista Cinica con VeraLab e Kiko, svelando un approvvigionamento di ingredienti che segue una trama comune ed evidenziando come l’industria cosmetica sia un tessuto interconnesso, dove le realtà imprenditoriali possano coesistere all’interno di una catena di approvvigionamento condivisa, trovando convergenze anche mentre competono sul mercato. Un fenomeno che potrebbe evolvere in una sinergia intrinseca, dove l’innovazione e lo sviluppo di prodotti si alimentano reciprocamente grazie a un pool condiviso di risorse. La condivisione di fornitori non solo garantisce un accesso a materie prime di alta qualità ma può anche fungere da catalizzatore per scambi di conoscenze e best practice tra le aziende coinvolte.

Strategie di innovazione nel cosmetico: personalizzazione e flessibilità nel settore skincare e make-up

Un altro elemento chiave nel settore della skincare e del make-up, è l’impiego di laboratori specializzati per lo sviluppo di formule uniche.

Questa consueta pratica nel settore cosmetico è ancor più nello specifico radicata nell’acquisizione di prototipi di prodotti già esistenti, seguita da un fase di personalizzazione. In questa intricata procedura, l’acquirente assume il ruolo di artefice, potendo deliberatamente “appropriarsi” delle formule preesistenti per poi apportare modifiche e personalizzazioni che trasformano il prodotto in una creazione distintiva e su misura. Questo approccio strategico, che si è consolidato nel tempo come una tattica chiave nel panorama cosmetico, permette ai marchi di adeguarsi con celerità alle dinamiche e alle mutevoli tendenze del mercato, dimostrando un’adattabilità cruciale in un settore in costante evoluzione. L’acquisizione di prototipi già esistenti offre pertanto una base solida e collaudata, fornendo ai brand un punto di partenza affidabile per una successiva reinterpretazione delle formule preesistenti, incorporando elementi unici che rispecchiano l’identità e la visione del brand e contribuendo anche a costruire una forte connessione con il pubblico.

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