Il 2024 sarà l’anno dell’intelligenza artificiale anche per la bellezza della pelle, con uno sguardo alla sostenibilità: ecco cosa significa

Il 2024 potrebbe essere un anno piuttosto interessante per la skincare e, a farla da padrone, saranno alcune tendenze che sfrutteranno l’intelligenza artificiale.

Quel che sembra essere certo è che faremmo bene a prendere la giusta dimestichezza con alcuni termini che fino a poco tempo fa erano privi di significato.

Intelligenza artificiale skincare
Estetista.it – La skincare grazie alla intelligenza artificiale

Si pensi, ad esempio, allo skinimalismo, l’utilizzo di meno prodotti per la skincare ma sicuramente più funzionali, così come il rewilding epidermico, che aiuta a mantenere un microbioma cutaneo più sano e tonico, o ancora il cleanical, un approccio all’uso di prodotti con efficacia clinicamente testata.

Su tutti, però, prevarrà la NeuroGlow. Di cosa si tratta?

Cos’è la NeuroGlow e perché tutte ne stanno parlando

La NeuroGlow è una forma di neurocosmesi che si basa su un approccio olistico che punta a sfruttare l’interconnessione tra corpo e mente grazie a una beauty routine che cerca di consolidare il benessere psicofisico incorporando esperienze sensoriali e aromaterapiche per ottenere una pelle più sana, e allontanando contemporaneamente le percezioni di ansia e stress.

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Diamo un rapido sguardo a tutte le principali tendenze skincare che si stanno affacciando in un 2024 che si preannuncia particolarmente ricco di innovazioni! – estetista.it

Per quanto attiene l’intelligenza artificiale, non mancheranno le applicazioni, con la creazione di esperienze beauty sempre più personalizzate, studiate singolarmente in base alle preferenze individuali, alla genetica, all’ambiente, agli stili di vita.

L’intelligenza artificiale permetterà di rendere più semplice e più immediata l’analisi della pelle e la capacità di fornire consigli. Permetterà alle aziende di sviluppare cosmetici innovativi in termini di efficacia e sostenibilità.

Insomma, tendenze che impatteranno sulle scelte delle società che operano nell’industria della cosmetica naturale e che saranno sempre più chiamate ad essere responsabili sulle scelte che impatteranno sull’economia e sull’ambiente.

Un cenno di particolare attenzione è riposto al cambiamento climatico che sta avendo effetti su tutti i settori e che, per esempio, non potrà che influenzare la preferenza nei confronti dei cosmetici naturali, con un trend ben avviato almeno dal 2020.

Sul fronte delle lavorazioni, infine, il 2024 sarà l’anno del c.d. plant milking, un metodo di estrazione dei principi attivi delicato e sostenibile, in grado di preservare le piante permettendo l’uso delle stesse biomasse per le raccolte successive, in un principio di riciclo. Novità anche per le formulazioni che puntano sulla protezione e che possono aiutare la pelle a resistere agli attacchi sempre più pericolosi cui è quotidianamente sottoposta, come inquinamento, luce blu, raggi UV.

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