L’arte cinese del Tai Chi può venire in aiuto per chi ha bisogno di prendersi cura delle arterie, ma non solo.

Questa antica arte, che risale addirittura al 1000 a.C, parrebbe tornare utile alla salute grazie ai sensibili miglioramenti delle funzioni cardiovascolari e della forza muscolare che questa disciplina stimolerebbe.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “European Journal of Preventive Cardiology”, ha proprio analizzato i benefici di questa arte marziale e l’ha correlata ad una stimolazione delle funzioni collegate alla circolazione del sangue e alle arterie.

 

Grazie proprio alla possibilità che il Tai Chi aumenti la forza muscolare ed aiuti le funzioni cardiovascolari, parrebbe essere un ottimo esercizio fisico per tutte le persone della terza età.

Il collegamento tra la disciplina cinese e la terza età è stato fatto sulla base dell’idea per la quale il Tai Chi migliorerebbe la pressione sanguigna e la resistenza dei vasi. Anche le arterie ne risentirebbero positivamente: studi mostrano infatti che la salute avrebbe un miglioramento del 40-44% per chi pratica questa disciplina.

 

William Tsang, uno degli autori dello studio, ha correlato questi benefici della vasocircolazione agli esercizi dei quali il Tai Chi è composto: streatching, esercizio aerobico, meditazione e concentrazione mentale nello svolgere i movimenti della secolare arte cinese.

 

Il Tai Chi nasce nell’antica Cina come tecnica di combattimento, e viene ancora oggi esercitata in occidente quale ginnastica e tecnica di medicina preventiva, i suoi esercizi erano infatti contenuti nell’antico testo fondamento della medicina orientale. Questa disciplina può essere facilmente praticata non solo in palestra, ma anche in qualsiasi luogo all’aperto senza necessità di attrezzi da supporto.