Non sempre le diete ipocaloriche funzionano. E se ci chiedessimo il perché, la ragione sarebbe da ricercare nel modo in cui queste diete vengono concepite e strutturate.

Probabilmente quando decidiamo di metterci a dieta ciò che pensiamo istintivamente è che per dimagrire dobbiamo mangiare poco, o niente. Immediata diminuzione della quantità di cibo nel nostro piatto, eliminazione di spuntini durante la giornata, o, cosa più sbagliata di tutte, salto di un pasto al giorno.

 

Questo modo di concepire la dieta potrebbe essere proprio la causa per la quale la stessa non funziona. Utilizzando una metafora molto ben studiata ed inerente al discorso, il dottor Filippo Ongaro, prende ad esempio un lavoratore al quale viene ridotto lo stipendio. La conseguenza di questa diminuzione sarà che spenderà molto meno. E questo è ciò che accade all’organismo: diminuendo le razioni di cibo, anche le calorie che brucerà saranno di meno.

 

Quindi se mangiare meno può nell’immediato far perdere qualche chilo, a lungo andare il nostro corpo si abitua conseguentemente a bruciare meno, non sentendo la mancanza di un regime calorico standard.

Ciò che dunque conta per perdere chili e dimagrire è cosa mangiamo e come lo mangiamo, insiste il dottor Filippo Ongaro. E’ importante assimilare quei cibi fondamentali per il nostro corpo che contengono gli elementi dei quali l’organismo necessita. E magari diminuire quelli che contengono invece troppe sostanze poco sane.

Anche il rapporto che si ha col cibo incide sui risultati della dieta: approcciarsi ad esso come fosse qualcosa dal quale scappare e tenere alla larga non è un rapporto sano. “Bisognerebbe ritrovare un’armonia col cibo e la nutrizione”, conclude lo specialista.